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Indice
PARAFILIE E PERVERSIONI
Una parafilia è una fantasia sessuale eccitante, intensa e ricorrente, che prevede una stretta connessione al tema del dolore, fisico o psichico, o comunque un interesse sessuale particolare. Viene considerato un disturbo patologico quando la fantasia controlla la persona e quando, questa fantasia, causa disagio o danno a sé stessi o ad altri esseri viventi coinvolti.
Ho volutamente tralasciato, nella definizione, il termine atipica o inusuale – riferito a queste preferenze sessuali – in quanto sono convinta che, il fatto che non se ne parli, non significa che queste siano realmente così poco diffuse.
Una perversione è comunque una parafilia, di fatto. Mentre il termine “parafilia” è neutro, sprovvisto di connotazioni morali, quindi lontano dal sospetto di voler etichettare i diversi come malvagi o spregevoli, la parola “perversione” indica una connotazione sbagliata, malata, quindi eviterei di usarla.
EZIOLOGIA E DSM-5
DEFINIZIONE UFFICIALE: il termine parafilia, secondo il DSM-5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), riguarda qualsiasi intenso e persistente interesse sessuale che coinvolge oggetti, attività o situazioni di natura atipica. Si parla di disturbo parafilico se la parafilia, nel momento presente, causa disagio o compromissione nell’individuo o una parafilia la cui soddisfazione ha arrecato, o rischiato di arrecare un danno a sé stessi o agli altri.
Sono otto le parafilie elencate nel DSM-5 e comprendono: voyeurismo, esibizionismo, pedofilia, frotteurismo (impulso di toccare e strofinarsi contro persone non consenzienti), sadismo sessuale, masochismo sessuale, feticismo e disturbo da travestimento.
Le parafilie, in generale, sono più comuni negli uomini, con ragioni sconosciute e sono già presenti prima della pubertà (K.A. Fisher; R. Marwaha, 2020).
L’esatta eziologia della parafilia e dei disturbi parafilici non è nota, ma si ritiene che una combinazione di processi neurobiologici, interpersonali e cognitivi giochino un ruolo importante nello sviluppo (Kristy A. Fisher, 2020).
George Brown definisce tre meccanismi di implicazione dello sviluppo di una parafilia: un precoce trauma emotivo che ha interferito con il normale sviluppo psicosessuale, un’esposizione prematura a esperienze sessuali estremamente dense che rinforzano nel soggetto l’esperienza del piacere sessuale e infine una modalità di eccitazione sessuale acquisita tramite oggetti simbolici e condizionanti (G. Brown, 2019).
RELAX, TUTTI NE ABBIAMO
Sono abbastanza convinta che ogni essere umano abbia almeno una parafilia attiva, specie perché alcune non sono affatto così rare o strambe, anzi.
L’elenco completo delle parafilie è disponibile a questo link: WIKIPEDIA – Lista delle parafilie
Trovo che non ci sia nulla di male nel conoscere le proprie perversioni, anche le peggiori, se si ha però anche una chiave di interpretazione utile e che possa aiutare a guardarsi dentro, non per eliminare queste tendenze, ma se possibile per abbracciarle e renderle inoffensive per sé stessi e per gli altri.
LE PARAFILIE FEMMINILI
In questo articolo voglio elencare e spiegare brevemente le principali parafilie femminili, se possibile per aiutare gli uomini a non sentirsi minacciati dalle stesse e, anzi, magari per essere in grado di accogliere le proprie partner e giocare con loro in modo sereno e spensierato.
Ibristofilia
Perversione per i criminali, soprattutto quelli colpevoli di crimini atroci e crudeli. La ragione per la quale le donne sono spesso attratte da questi uomini è riconducibile a un bias cognitivo: scambiano la violenza per forza (quindi il bisogno è quello di protezione), quando in realtà la persona violenta non è altro che una persona debole che cerca di difendersi impaurendo gli altri. Inoltre, all’interno di questa parafilia, troviamo anche le donne che sperano di redimere il partner, chiaramente una proiezione della necessità di redimere loro stesse.
Maiesiofilia
Perversione per le donne incinte, altresì estesa alla perversione data dal desiderio di ingravidare la donna e, da parte della donna, di farsi ingravidare dall’uomo. Le donne con questa perversione hanno un desiderio latente legato alla gravidanza intesa come condizione nella quale in parte si sentono utili e in parte legano indissolubilmente il partner maschile, sentendosi così meno sole e più protette. Esiste inoltre in loro un desiderio profondo – inconscio – di creare una versione migliore di loro stesse dando alla luce un “nuovo sé”.
Narratofilia
L’attrazione per parole o storie oscene, non tanto per gli insulti, che vengono trattati nell’ambito BDSM. Eccitarsi quando si sentono proferire parolacce è spesso legato al desiderio di rompere delle barriere, di incarnare la “bambina cattiva”, quindi di rompere lo schema della perfezione che i genitori avevano creato su di lei.
Raptofilia
Attrazione per lo stupro, possibilmente consensuale. Nelle donne, desiderio di subire violenza sessuale – spesso inscenato nei giochi di ruolo col partner. Nasce da un desiderio inconscio di annullarsi, di perdere il controllo. E’ presente nelle donne che, nella vita di tutti i giorni, tendono a controllare, sé stesse e gli altri, spesso anche prevaricando sul sesso maschile.
Somnofilia
Attrazione sessuale verso persone in stato di sonno o di incoscienza (chloroformed). Molte donne amano immedesimarsi in questo genere di parafilia (la sua estremizzazione è la necrofilia), desiderando di essere la donna incosciente (dormiente, svenuta, in anestesia generale, in coma) che subisce questo genere di violenza soft. Una ragione è legata a quanto detto poco fa, ovvero la perdita di controllo. L’altra invece riguarda la delicatezza che pone l’uomo quando si approccia alla donna. Se sta dormendo, o se è in stato generale di incoscienza, è infatti molto facile che si ridesti se viene usato su di lei un approccio rude. Per tale ragione, l’uomo (che incarna la dominanza e la forza) in questo caso deve mettere da parte la propria energia pervasiva e utilizzare dolcezza e delicatezza. Solitamente, le donne che amano questo genere di atteggiamento maschile, sono persone che hanno conosciuto un padre a tratti dispotico, ma che si rendeva dolce se loro erano indifese – inermi.
Spermafilia e Spermafagia
Da parte femminile, il desiderio di essere ricoperte di sperma o di ingerire lo sperma di uno o più uomini. Questa parafilia affonda le radici in parte nella sottomissione – specie se l’atto accade tramite forzatura – e in parte nel desiderio della donna di servire l’uomo – spermafilia – e di possederlo, introiettarlo, assorbire le sue qualità – spermafagia.
Stenolagnia
Una perversione abbastanza comune e innocua è la perversione per il corpo muscoloso e forte. La forza, infatti, viene facilmente associata alla protezione che il maschio può fornire alla femmina e alla prole e alla sopravvivenza più in generale.
Stimmatofilia
Altra parafilia molto diffusa, specie nelle donne, è l’attrazione sessuale verso partner col corpo tatuato o con piercing. Richiama gli antichi guerrieri, l’arte della guerra quindi, e l’appartenenza alle tribù. E’ quindi associato al bisogno di protezione.
Teratofilia
Desiderio sessuale verso persone deformi e/o mostruose – esteso anche a mostri antropomorfi o creature mitologiche/demoniache. Le donne che hanno questa parafilia, ancora una volta, vengono stimolate nel loro bisogno di avere accanto un partner forte, nonché dal desiderio di essere ingravidate da esseri sovraumani, quindi di rafforzare la linea di sangue (in una potenziale unione fruttifica). Come nella somnofilia, il mostro talvolta, per non uccidere la donna, deve dominare la propria forza, quindi valgono le medesime spiegazioni.
Zoofilia
Attrazione sessuale verso animali, solitamente cani e cavalli sono i più coinvolti. In questo caso, oltre alle associazioni che valgono per la teratofilia, esiste anche il desiderio di dirottare il proprio amore verso compagni fedeli, buoni e che non tradirebbero mai la loro fiducia. Non a caso, infatti, i rapporti sessuali delle donne con i propri compagni pelosi, sono parecchio diffusi. Le statistiche dicono che il 3% delle donne hanno queste fantasie (contro il 2,2% degli uomini). Si chiama faunofilia, invece, la parafilia delle persone che provano piacere guardando animali accoppiarsi tra di loro.
Plushofilia
Perversione per i peluches e il sesso con i peluches o uomini dentro a pupazzi, con solo il pene esposto. Questa forma di parafilia è piuttosto recente e molto diffusa. Associata, per significato profondo, al sesso con animali da compagnia – compagno fedele e amorevole – e anche al desiderio di vedere la figura che penetra come un qualcosa che sia il più lontano possibile dall’essere un qualcosa di minaccioso. Un modo, quindi, per rendere il partner (figura paterna) inoffensivo e per distaccarsi dal rapporto sessuale profondo in quanto esiste una difficoltà evidente a rapportarsi con la propria specie a causa di delusioni pregresse che la fanno considerare pericolosa (vale anche per la zoofilia con animali innocui).
Il peluche è anche un oggetto transazionale, ovvero un surrogato genitoriale in assenza degli stessi, quindi questa parafilia può essere ricondotta anche a una separazione prematura o drammatica dalle figure di riferimento esperita dalla bambina.
Voyeurismo
Godere nel vedere altre persone intente a fare sesso, possibilmente senza essere visti. Si associa alla sensazione di non avere un valore, all’essere stati messi in disparte durante l’infanzia, alla paura di non essere abbastanza.
Triolismo (Cuckold E Cuckquean)
Cuckold = la donna fa sesso con un altro uomo (terzo) mentre il suo compagno la osserva: volontà di ampliare la linea di sangue e farsi ingravidare da un partner forte in quanto è quello che è riuscito a prendere il controllo e scalzare (metaforicamente, nel gioco di ruolo) il partner ufficiale.
Cuckqueaning = la donna guarda il proprio partner fare sesso con un’altra donna (terza): affonda le radici nella convinzione della donna di valere, di non essere abbastanza, di non essere in grado di procreare o di poter garantire una stirpe.
Cronofilia
All’interno della cronofilia, però, per quanto riguarda le donne, andrei a distinguere due modalità (tenendo fuori i minorenni, altrimenti si entrerebbe nel campo delle varie PEDOFILIE, PEDERASTIE, etc.).
La donna dai 30 anni in su attratta da ragazzi molto più piccoli (toyboy), ha molto a che fare col desiderio di sentirsi ancora giovane, nonché col desiderio – talvolta conscio – di non volersi impegnare, pur mantenendo l’aspetto del divertimento e della prestanza.
Il desiderio, invece, di accoppiarsi con un uomo d’età molto maggiore (adulto o anziano – daddy o grandpa) rispetto alla donna – spesso toccando la parafilia chiamata Autopedofilia – immaginarsi come bambini – e/o Pedevestismo – vestirsi come bambini – può essere dato dalla volontà di ricevere amore e affetto dalla figura genitoriale, quell’amore del quale, da bambina, ha sofferto la mancanza.
Fuori dalla lista delle parafilie ufficiali:
il desiderio della donna per L’UOMO NERO e/o per l’uomo col PENE GRANDE e GROSSO, delle quali non ho trovato il nome (non so se ci sia), ma che comunque traducono il desiderio di avere un partner forte, prestante e, nel caso dell’uomo di etnia diversa, si tratta dell’istinto a ricercare un accoppiamento che generi una linea di sangue più solida.
E infine… BDSM acronimo per…
(continua dopo la foto)

Bondage/disciplina (B/d)
Pratica che prevede che un partner consenziente venga immobilizzato o reso incapace di utilizzare alcune funzioni di senso (si va quindi ad impedire il movimento, la vista, la parola e l’udito – sensory deprivation). Il bondage più comune è il rope bondage, ovvero effettuato con corde di vari materiali. Da parte della donna, è chiaro ormai intuire, dopo gli esempi sopra riportati, che tutto si giochi sul desiderio di perdere/cedere il controllo a causa sia di un eccessivo controllo esercitato su sé stessa e sugli altri nella vita “di superficie”, sia sulla profonda necessità – e paura – di avere fiducia nell’altro (ovvero nella figura paterna).
Dominazione/sottomissione (D/s)
Si tratta di una pratica secondo la quale, in comune accordo, una parte (sub) cede il comando e il potere all’altro (Dom) ed esegue ciò che gli viene ordinato. Si basa su un’estrema fiducia nel partner. A volte, ma di rado – più frequente nel S/M – questo gioco prevede insulti e umiliazioni proferiti dal Dom verso il sub. Il sub, in questo gioco, prova piacere nel sentirsi inferiore e il Dom prova piacere nel sottomettere il partner. In questo gioco, affinché funzioni, occorre enorme identificazione e proiezione (oltre che fiducia), quindi si può dire che vada a toccare le componenti inconsce già presenti in ambedue, ovviamente con lo scopo inconscio di conoscere meglio quella propria caratteristica.
La donna sub, oltre ad avere – come già evidenziato – il desiderio di cedere il controllo, in questo caso ha anche la necessità di esplorare e conoscere la propria convinzione inconscia – di derivazione genitoriale – di non avere un valore, di essere inferiore, di meritare le punizioni e, allo stesso tempo, la speranza che il Dom come figura paterna la autorizzi ad esistere e che, prima o poi, la possa redimere ed amare davvero, questo sempre a livello molto inconscio in quanto tutti, in fondo, desideriamo amore attraverso la redenzione. Esiste anche un desiderio inconscio di ribellione dalla figura dominante (uccisione del padre e del legame vincolante), senza il quale non potrebbe accadere alcuna frizione e, quindi, alcun piacere.
La donna Dom ha già portato alla coscienza – o quasi – il desiderio di annientamento nei confronti della figura maschile; si è già liberata della necessità di approvazione, ma lo ha fatto attraverso l’odio – pratica adolescenziale – e non attraverso l’integrazione del maschile nella sua versione sana.
La sublimazione del maschile da odiare e del femminile inferiore ed immeritevole di amore – questo solo per ciò che concerne la donna – può avvenire per mezzo di un rapporto di amore puro tra i partner nella vita di superficie.
Sadismo/Masochismo (S/M)
Sadismo, infliggere dolore agli altri – e Masochismo – provare dolore tramite l’essere colpiti, legati, umiliati – è la terza macrocategoria dell’ambito BDSM.
In questa variante, la donna che prova piacere nel farsi maltrattare sta vivendo sulla carne l’espiazione delle proprie colpe (o la sua convinzione di averne) nel sublimare la convinzione di avere colpe – arrivando, se e quando lo desidererà, a rendersi conto di non averne mai realmente avute – deve però fare attenzione a non reiterarle, a non alimentarle. C’è infatti il rischio che, nel pieno dell’identificazione, si convinca che in realtà ciò che sta patendo sia davvero meritato e causato dal suo essere una brutta persona, indegna, orribile, miserabile. Qualcuno direbbe che, arrivata all’estremo della sua sopportazione psichica, potrebbe collassare o rinascere, quindi uscire da quel ruolo nel quale si è identificata. Allo stesso modo, però, nonostante all’apparenza la donna ceda il potere, nel gioco sessuale in realtà il potere è in mano a chi recita la parte della vittima. Secondo Adler, solo in apparenza il masochista è passivo e sottomesso, in realtà, è artefice della sua sofferenza, diventando cosi “invincibile”. Il masochista ha infatti modo di interrompere quel gioco quando lo desidera, tramite safe word col proprio partner e tramite una sua decisione dei casi di automasochismo.
La donna che prova piacere nel maltrattare il partner, invece, inscena in modo plateale il desiderio di punire il maschile – e sé stessa – per averla ferita, per non averla amata – riferito alla figura genitoriale carente di cure e amore – e, allo stesso tempo, nell’atto di proiettare sé stessa nell’altro, si punisce per non essere meritevole di amore. Allo stesso modo, essendo sempre i due estremi, in realtà, parte dello stesso processo, nel diventare aguzzina, riconferma la sua convinzione di essere sbagliata, cattiva, e quindi di meritare la punizione.

