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Il PASSIVO-AGGRESSIVO: frasi tipiche e come difendersi

CHI E’ IL PASSIVO-AGGRESSIVO?

Il soggetto passivo-aggressivo è quello che tende a manifestare la rabbia celata attraverso una modalità subdola e gentilmente accusatoria. La persona passivo-aggressiva è incline ad adottare una comunicazione che, anche se all’apparenza non sembra alterata, in realtà nasconde una certa crudeltà. Infatti, la persona p-a pronuncia accuse con toni che hanno lo scopo di indurre l’altra persona a reagire mettendosi, quindi,in una posizione di torto e debolezza.

Il motivo per cui il soggetto passivo-aggressivo cerca di non sembrare arrabbiato è per evitare di avere la colpa (la rabbia viene convenzionalmente ritenuta sbagliata), per sentirsi quindi superiore e, se possibile, accusare poi il partner, che reagisce alle provocazioni, di essersi arrabbiato, colpevolizzandolo come se la causa non dipendesse dal soggetto p-a.

In questo modo il p-a sembra essere quello più forte, perché non perde la calma, e anche quello nel giusto perché riesce a mettere in luce il carattere instabile dell’interlocutore. Da questa base, riesce ad acquisire potere, favori e stima (agli occhi degli incauti).

 

STORIA

DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali - copertinaUn tempo il passivo-aggressivo veniva identificato come un disturbo della personalità. Dopo che, negli anni ’90, si affermò che non fosse logico considerare la resistenza, il pessimismo e l’aggressività mascherate come una patologia, salvo che non fossero pattern ripetitivi e costanti, il passivo-aggressivo venne ritenuto solo un tipo di comportamento, una personalità “non patologica” quindi.

 

Il comportamento passivo-aggressivo si sviluppa già nell’infanzia, di solito quando genitori, insegnanti e gruppo dei pari trasmettono il messaggio che sfogare la rabbia sia sbagliato. Il bambino che, quindi, viene ammonito continuamente con messaggi del tipo “Devi essere bravo”, “…buono”, “Devi comportarti bene e con rispetto!” ha grosse probabilità di diventare un passivo-aggressivo in quanto si crea un blocco dell’auto-espressione nel bambino, inducendolo probabilmente ad imitare chi gli detta questi precetti.

Il passivo-aggressivo sicuramente ha un modello genitoriale, o una figura di forte riferimento, con lo stesso problema. Queste dinamiche infatti vengono apprese da chi le ha inscenate per anni davanti agli occhi del bambino, ritenute incautamente funzionali e utili ad ottenere rispetto e considerazione, nonché affetto e favori.

Per dirla in modo semplice, essere passivo-aggressivo consente al soggetto di esprimere la rabbia profonda che prova, a causa delle repressioni subite, sembrando però innocente e buono.

Il comportamento del p-a è associabile a molti dei disturbi della personalità, specie a quelli del gruppo B, soprattutto narcisista e borderline. 

 

Vedi anche il mio video su YouTube “I narcisisti non vanno odiati, vanno compresi”

 

FRASI TIPICHE DEL PASSIVO-AGGRESSIVO

Ci sono tante modalità di mettere in atto comportamenti passivo-aggressivi, di certo ne avrai sperimentato alcuni anche in prima persona, sia da attore che da spettatore.

 

Facciamo alcuni esempi:

Va sempre tutto bene!

Risultati immagini per va tutto bene“Non ho niente”

“E’ tutto ok”

“Non sono arrabbiato”

Queste sono frasi che vengono pronunciate con distacco, indifferenza, espressioni di sfiducia o disprezzo. Lo scopo è quello di far sentire l’altro in colpa, punirlo. Il p-a si sente dalla parte della ragione perché pensa “E’ colpa tua perché non capisci, così io devo fartelo capire in questo modo!”

Fra poco!

“Lo faccio dopo” (poi non lo fa)

 “Arrivo fra poco” (e ci mette ore)

“Non avevo capito che intendessi subito…”

Un modo per creare tensione, fastidio e portare l’altro a reagire rimproverando il soggetto p-a è quello di procrastinare sempre. In questo modo avrà una leva su chi attende e potrà accusarlo di essere impaziente se reagirà al ritardo.

Ovvio!

“Mi sembrava ovvio…”

“Pensavo lo avessi capito..”

Questa strategia mira sempre a far sentire inferiore, poco arguto, l’interlocutore in modo da prevaricarlo, umiliarlo, facendo ricadere la colpa sempre sull’altro e mai su sé stesso, anche quando il passivo-aggressivo è stato lui per primo poco chiaro.

Puoi fare di più!

“Sei stato bravo, non l’avrei mai detto!”

“Pensavo peggio!”

“Per il tuo livello, va bene”

“Sei in forma per la tua età”

 

Insulti tipici del soggetto p-a sono quelli che insinuano che l’altro non sia mai abbastanza bravo, colto, intelligente, sveglio. Da una parte ti dice che sei stato bravo, ma poi rimarca che il tuo livello è comunque inferiore al suo, quindi non si aspettava molto da te.

Quasi amici!

“Stavo scherzando….” dopo che ti ha detto qualcosa di estremamente offensivo,

Se tu te la prendi, eccolo con la frase pronta “Con te non si può mai scherzare, prendi tutto sul serio!”

In questo modo lui potrà dirti tutto quello che vuole e tu dovrai sempre riderci su, altrimenti passerai dalla parte della persona rigida, inflessibile, che non sa divertirsi.

Sei mejo te!

“Non sono così bravo come te da…”

“Non tutti possono essere intelligenti come te…”

Frasi dette in modo sarcastico per intendere che tu ti stia dando eccessive arie immeritate, quindi cercando di sfotterti per ridimensionarti e, nuovamente, risultare superiore a te in quanto più umile ed obiettivo.

Un fiorino!

“Beh grazie!” dopo che gli hai detto di avere un impegno e di non poterci essere, di non poterlo aiutare, etc. “Ne terrò conto..” in tono offeso.

“Me lo devi..”

“Ricordati che se faccio questa cosa per te poi tu dovrai…”

“Quella volta io ti ho aiutato, adesso tu non mi aiuti, grazie”

“Io faccio sempre di tutto per gli altri, ma loro non ci sono mai quando ho bisogno”

Il p-a ha sempre un libro dei conti nella mente dove segna i punti e tiene nota di chi gli deve dei favori, appunta chi non ricambia, così da poterlo ammonire alla prima occasione utile, ma sempre in modo sottile, come abbiamo visto.

Sei nervoso!

Risultati immagini per donna nervosa“Stai calmo, mi sembri sempre nervoso!”
“Non ti agitare!”

Anche questa modalità serve ad alludere che tu sia inferiore perché sempre reattivo e poco lucido. Sono modi per confondere, spiazzare, accusare e, se possibile, far arrabbiare l’altro, specie se pronunciati con qualche mezzo sorrisino tipico di chi si sente migliore di te.

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Silent Treatment

Accade quando, allo scopo di instillare dubbio e colpa nel partner, il passivo-aggressivo smette di rispondere, sia di persona che tramite messaggi o chiamate, dopo che quest’ultimo ha detto o fatto qualcosa che il primo non ha gradito. Anziché comunicare normalmente, chiedendo spiegazioni, chiarimenti, il p-a si chiude nel silenzio allo scopo di punire chi, secondo lui, gli ha fatto del male.

Sabotaggio

Il passivo-aggressivo talvolta, senza rendersene conto, tende a sabotare i momenti apparentemente spensierati in quanto lui, nel suo profondo, è infelice ed arrabbiato quindi, quando l’altra persona è serena, senza rendersene bene conto, estrae dal cilindro un comportamento o un argomento spiacevole in modo da ricreare il malumore, adottando un comportamento fra quelli sopra, per risultare sempre immacolato e per creare dissapori e una cattiva comunicazione, in modo da poter sentirsi finalmente a suo agio. Il suo malessere interiore deve collimare con l’esterno, se non accade, ricrea le condizioni affinché ciò sia possibile.

 

PASSARE IL LIMITE

Il soggetto passivo-aggressivo porta l’interlocutore all’esasperazione facendo sì che sia l’altro a manifestare rabbia in reazione a ciò che il passivo-aggressivo fa.

Il p-a nega sempre la rabbia, la maschera dietro un comportamento calmo, oppure fa la vittima. Quando questo non funziona, cerca di sabotare la relazione, talvolta inscenando vendette.

Per il passivo-aggressivo il mondo è un pericolo, tutti ce l’hanno con lui, le persone sono stupide o sgradevoli e il solo modo per tutelarsi è aggredirle, ma senza passare dalla parte del torto adirandosi. E’ molto più efficace, per lui, far arrabbiare l’altra persona per provare di essere buono ed ingiustamente maltrattato, così da poter sfogare sugli altri la propria rabbia che, come è logico, non viene dagli altri, ma nasce dentro la persona stessa.

Il motivo per cui il passivo-aggressivo se la prende con gli altri è che questo è il modo più facile e veloce per non guardare sé stesso, la propria rabbia e le proprie difficoltà. Inoltre, come ho già detto, risultare buoni ed immacolati è una mossa vincente agli occhi di chi non vede bene, perché questo consente al p-a di ricevere lodi, affetto e riconoscenza da chi non si accorge quanto in realtà sia povero e misero, nonché sommessamente crudele.

 

CHI IO? NO!

Risultati immagini per io noIl passivo-aggressivo non sa di esserlo, pensa ed è intimamente convinto di essere buono, divertente, dolce, sensibile, forse troppo, e che quindi sia il mondo ad essergli nemico, ingrato ed ingiustamente inconsapevole dei sentimenti di costui, povero esserino sensibile e dolce.

Quindi il p-a è sempre col dito puntato sugli altri, con la vocina calma che dice “Beh se allora la pensi così su di me, davvero non mi capisci!” (altra accusa che sottende che l’interlocutore sia stupido e/o insensibile).

Non riesce a mettersi in discussione perché è più pratico fare la vittima, pensare che il mondo sia crudele, ingiusto e che il lui sia un martire, vittima di persone che vivono per essergli avverse, create apposta da Satana per tormentarlo.

E’ importante sottolineare, a costo di ripeterlo all’infinito, che dei comportamenti passivo-aggressivi, talvolta, possono riguardare chiunque. Un soggetto passivo-aggressivo reitera, invece, questi comportamenti nel quotidiano, come principale modalità di comunicazione.

Per capire se sei un passivo-aggressivo puoi farti questa domanda: “Quando parlo con le persone, queste reagiscono mettendosi sulla difensiva o sentendosi mortificate?”

Se sei obiettivo e la risposta è sì, probabilmente se un soggetto p-a ed è bene che inizi a prenderne consapevolezza, evitando questi comportamenti. Se possibile, dovresti anche farti aiutare da uno specialista a risolvere i tuoi problemi di rabbia, più o meno repressa.

 

COME DIFENDERSI DAL PASSIVO-AGGRESSIVO

Così come ogni comportamento disfunzionale, la persona che lo compie non è, in quel momento, in grado di fare diversamente, sebbene magari le sia stato spiegato varie volte che le sue azioni hanno delle conseguenze infauste, sia sugli altri che su sé stessa.

La mancanza d’amore, d’educazione, di sicurezza affettiva, sono le ragioni per le quali ogni comportamento dannoso ha origine. Sia che li reprimiamo, che li esterniamo, tutti noi abbiamo qualche comportamento da sanare, perciò è bene, in primis, non sentenziare troppo su quel che fanno gli altri e guardare un po’ più noi stessi.

Ciò premesso, se ti trovi ad avere spesso a che fare con un passivo-aggressivo, è utile precisare alcuni consigli affinché tu possa vivere serenamente il tuo rapporto con questa persona:

 

POCHI SEMPLICI CONSIGLI

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Non motivare: cerca di evitare di dare motivo al passivo-aggressivo di prendersela con te. Sarà perlopiù impossibile, perché il p-a, come abbiamo visto, cerca problemi anche quando non ci sono, al fine di inscenare drammi e accuse.

Non assecondare: quando il passivo-aggressivo entra nella sua modalità, la cosa migliore è quella di non rispondere, non dargli attenzioni e, se c’è margine, fargli presente quello che sta facendo, invitandolo a cambiare atteggiamento.

Non giudicare: evita di accusarlo dicendogli che sta sbagliando, che è un passivo-aggressivo, che è pazzo o che non capisce. Semplicemente lascia cadere la conversazione.

Sdrammatizzare: se riesci a sdrammatizzare (senza prenderlo in giro), talvolta è una buona mossa da fare per riportare il clima sereno.

Consigliare: uno specialista, qualcuno che possa aiutare questa persona a prendere consapevolezza di ciò che fa e degli esiti reali dei suoi comportamenti.

 

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3 pensieri su “Il PASSIVO-AGGRESSIVO: frasi tipiche e come difendersi

  1. MARTA dice:

    Io ho a chè fare con una personalità p.a. Tutti i giorni e mi sta portando all’esasperazione del nostro rapporto. Non so più come affrontarlo.

  2. Clara dice:

    Ciao Daniela. Intanto ti ringrazio sinceramente perché ho cominciato a seguirti grazie ai video sul narcisismo, trovando in te l’unico punto di vista che mi abbia veramente aiutato a vedere le cose da una prospettiva più ampia e ad entrare in empatia coi narcisisti con cui mi relazionavo. Da quando l’ho fatto ho compiuto un passo di consapevolezza che mi ha fatto crescere tanto. Trovo poi tutti i tuoi contenuti molto utili e di aiuto per riflettere e per comprendere le relazioni interpersonali. Mi chiedevo, a proposito della fine dell’articolo, le soluzioni da te proposte: non assecondare, non giudicare,ecc possono essere considerate un po’ la base per relazionarsi con la maggior parte delle personalità problematiche? Non parlo per forza dei narcisisti ma mi riferivo a persone egocentriche o poco empatiche, o che prevaricano. Che ne pensi?

  3. Pingback: PASSARE IL LIMITE – Un Amore Malato

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