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Non siete Brutti, siete solo Sfigati! Ma c’è una buona notizia… pt. 1/2

Se pensate di essere brutti, grassi, pelati, troppo magri, bassi, con lineamenti poco piacenti, oppure poveri, disoccupati o troppo vecchi, probabilmente avete ragione. Ma se credete che sia questo il motivo per cui le donne non vi vogliono, di certo vi sbagliate!

Sicuramente una donna, potendo scegliere, preferirà l’uomo attraente, ma udite udite: non è l’estetica, né il conto in banca, il motivo per cui le donne scelgono e preferiscono un uomo ad un altro.

ALLORA PERCHE’ IO NON RIESCO A PIACERE ALLE DONNE?

Facciamo un passo indietro e chiariamo due concetti.

I livelli. Innanzitutto è bene capire di quali donne stiamo parlando: appare evidente che non tutti gli esseri umani abitino lo stesso livello di evoluzione interiore, così come di cultura o di classe sociale. Che ci piaccia o meno, anche se sembrerà poco politically correct, esistono vari livelli in tutte le cose. A scuola esistono quelli bravi in matematica e quelli meno bravi, i quali, quindi, si trovano su un livello di bravura specifico diverso. Allo stesso modo esistono i livelli in ogni cosa e questo non costituisce una discriminante; semplicemente identifica delle categorie, senza giudizio. Un ingegnere nucleare probabilmente non sarà un master chef in cucina, così come un contadino probabilmente non saprà insegnare fisica quantistica nelle università. E tra gli insegnanti di fisica quantistica, così come tra i contadini, esisteranno quelli più bravi e quelli meno bravi nel loro mestiere. Ci saranno contadini in grado di produrre prodotti buoni e sani, guadagnando, e altri contadini che avranno prodotti scadenti e che andranno in fallimento. I livelli esistono e non sono una cosa brutta. Detto questo, ci sono anche donne e donne. In altre parole, esistendo livelli diversi, ogni tipo di livello richiede una certa attitudine, una certa personalità specifica. Il che significa che una donna abituata a frequentare il teatro e i circoli letterari, probabilmente non si interesserà ad un uomo che passa le giornate ad aggiustare le mietitrebbie. Non perché quest’ultimo sia necessariamente più stupido, ma perché esistono diversi ambiti e, all’interno di questi ambiti, esistono svariati livelli di coscienza. Quindi una donna che ha come priorità quella di rifarsi le unghie, andare dal parrucchiere e leggere Vanity Fair, probabilmente non attirerà le attenzioni dell’ingegnere nucleare che non sa cucinare, mentre probabilmente potrebbe interessare al contadino meccanico, una volta lavato ed improfumato.
Tutto questo discorso per precisare che ognuno viene attratto da una certa tipologia di persona e che, così come esistono livelli diversi nello stile di vita e nella cultura, allo stesso modo esistono livelli di evoluzione e di crescita interiore diversi; ciò consente a donne che si posizionano su una scala di evoluzione interiore abbastanza “bassa” (uomini n. 1 – 2 – 3 di cui parla Gurdjeff), di essere attratte da uomini simili a loro i quali, in un certo qual modo, potrebbero anche essere considerati “sfigati” da quelli che si trovano su un gradino evolutivo leggermente più alto (es. uomo n. 4 di Gurdjeff).
Ad esempio, è errore comune tra i più colti ed evoluti ritenere tipi tendenzialmente ignoranti (come si suppone sia il contadino meccanico) delle persone sfigate, quindi trovarsi stupiti nel vederli circondati da donne piacenti. Ma quel che sfugge è che ci sono donne che sono sul loro livello che trovano questi uomini molto attraenti perché sguazzano tutti all’interno dello stesso cerchio limbico. Quindi una donna “futile” potrà trovare attraente un contadino e fidanzarcisi. Incautamente, certi uomini “più evoluti” ed intelligenti potrebbero dire “Ma come fa quel contadino ignorante (o il truzzo di turno, spaccone, etc) ad essere pieno di donne bellissime ed io ad essere sempre solo?” E la risposta è questa, appena detta: quelle donne sono “come lui”, hanno bisogni analoghi, sicuramente molto più semplici e futili dell’ingegnere nucleare che adesso, oltre a trovarsi una donna intelligente e carina, dovrà preoccuparsi anche di trovarla brava in cucina (oppure dovrà rassegnarsi a fare un corso di cucina…)!

La centratura. Poi sarebbe bene chiarire un termine che userò tra poco: centratura (o centratura interiore). Una persona centrata, oltre ad essere coerente con sé stessa e a lasciarsi raramente influenzare dal giudizio altrui, è una persona che ha trovato dentro di sé quel posto calmo e sereno e che sa bene che la sua vita e il suo stato d’animo vengono da lui stesso gestiti ed influenzati. Tale sicurezza in sé stesso gli conferisce quell’aria da persona affidabile, decisa, intraprendente ed indipendente, ovvero esattamente quello che le donne cercano in un uomo. Ma attenzione: l’estetica particolarmente piacente e il conto in banca particolarmente pieno numeri, aiutano moltissimo ad apparire meno sfigati e quindi, in altre parole, questi fattori riescono talvolta (ma non sempre!) a conferire quell’aria da uomini sicuri di sé, sebbene la struttura interiore possa non essere così integra come sembra. Purtroppo queste false centrature, date da una condizione esterna, finiranno inevitabilmente, prima o poi, per vacillare e mostrare l’essenza reale; quindi, se la nostra centratura è data dal nostro fisico o da ciò che possediamo, perdendo uno di questi fattori, magari a causa di un inconveniente, finiremo per crollare e finire sull’orlo del suicidio o giù di lì.

QUINDI LE DONNE VOGLIONO L’UOMO CENTRATO?

L’uomo centrato non è un uomo invincibile, che non ha mai paura, che non sbaglia mai, che trasforma in oro tutto quello che tocca e che possiede un castello pieno di gioielli e vestiti bellissimi. L’uomo centrato è umano, come chiunque, ma è una persona che ha smesso di delegare all’esterno il potere di stabilire chi esso sia e quanto valga.

Come diceva Salvatore Brizzi, “Se una persona o un evento possono renderti felice o infelice, allora tu non sei un uomo libero, sei un servo; sei condannato a vivere sperando che nessuno ti faccia mai niente di male.” Non è forse così?

 

Continua su Non siete Brutti, siete solo Sfigati: l’Uomo Centrato pt.2/2

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