Come riconoscere una relazione tossica: 5 segnali inequivocabili

Mi capita spesso, nelle mie consulenze private, di ricevere Veri Uomini che mi raccontano la disavventura di essere caduti nelle grinfie di una narcisista, o comunque in linea più generale si trovano invischiati in una relazione tossica.

Questo ovviamente lo scoprono a posteriori, quando ormai sono subentrate dinamiche che rendono difficile un allontanamento.

Infatti i meccanismi psicologici che stiamo per vedere sono talmente subdoli (e anche molto diffusi!) che alcuni uomini non arrivano nemmeno ad accorgersene. Sono talmente “dentro” la relazione da non poter analizzare la realtà con lucidità.

E sono soprattutto questi i casi in cui riesco ad essere maggiormente d’aiuto per rendere loro chiara la situazione.

Questo, ripeto, posso farlo soltanto nelle consulenze private, quando ho modo di interagire con la persona, vedere come si pone e fare le domande giuste.

Purtroppo però, questi uomini sono tanti: più di quelli che ci si potrebbe immaginare. 

Ed è per questo che ho deciso di mettermi alla tastiera e scrivere questo articolo, per dare consapevolezza a coloro che hanno il dubbio di essere in una relazione “tossica”.

Una doverosa avvertenza sul termine “Relazione Tossica”

Attenzione: in questo articolo userò spesso il termine “persona tossica”. Questo modo di dire sta a significare semplicemente che la persona che stai frequentando non ti sta dando una relazione funzionale. Non è affatto un giudizio sulla persona o sulla storia che stai vivendo.

Leggendo questo articolo infatti ti renderai conto che la persona “tossica” non è una persona “cattiva”, ovvero non segue i comportamenti che vedremo con la volontà di distruggerti o nuocerti.

Dietro questi comportamenti non c’è mai – o quasi mai – una volontà di nuocerti decisa a tavolino. La persona “tossica” applica i comportamenti che stiamo per vedere come meccanismo di protezione. Quindi in un certo senso è la prima vittima di se stessa.

Come riconoscere ed evitare una relazione tossica

Nessuno nuoce o tratta male gli altri per il gusto di farlo, semplicemente ogni persona si comporta al meglio che può con i mezzi che ha.

Fatta questa doverosa premessa, una volta individuata la persona tossica, i miei consigli sono quelli di:

  • Interrompere la relazione e, laddove ci sia dialogo e apertura, consigliare alla “persona tossica” di seguire una terapia psicologica.
  • Indagare da solo, o con l’aiuto di un terapeuta, i motivi che ti hanno portato a intrattenere una relazione con questa persona.

Sì, perché non è da escludere che, se ti sei legato a questa persona, c’è una parte di te che aveva bisogno di vivere quelle dinamiche.

Ma di questo magari parleremo un’altra volta.

Se sei pronto, possiamo iniziare.

I 5 segnali per individuare una relazione tossica

Primo segnale di una relazione tossica: la tua partner si pone in una condizione di conflitto nei tuoi confronti, anziché di cooperazione.

In qualsiasi relazione ci può essere una litigata o un diverbio, ci mancherebbe. Se a volte litigare è inevitabile, è il modo in cui il confronto viene affrontato a fare tutta la differenza del mondo.

In una relazione “sana”, quando c’è un problema, entrambi i componenti della coppia fanno squadra per cercare di risolvere la situazione.

Quando però il partner, anziché un compagno di squadra, inizia a somigliare più a un “avversario”, ecco che dovrebbe suonarti in testa un campanello d’allarme.

Ma perché questo succede?

Perché, ai suoi occhi, diventi un nemico da abbattere in quanto pericoloso per il suo precario equilibrio.

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Ovviamente, dato che qualsiasi interazione è sempre una partita a due, puoi interpretare la reazione del partner come “ostile” soltanto se hai usato una modalità di comunicazione e un linguaggio appropriati.

Cosa fare se succede? Ovviamente bisogna trovare una soluzione, ma il problema è già insito nel fatto che il partner non abbia voglia di trovare un punto d’incontro, che non abbia dimostrato collaborazione, apertura e desiderio sano di fare funzionare le cose. In questo caso, se così fosse, meglio valutare di abbandonare la relazione.

Secondo segnale di una relazione tossica: il partner prende tutto sul personale.

Facciamo un passo indietro. 

Se non c’è un litigio vero e proprio, e tu stai semplicemente esprimendo un parere su un dato argomento e la tua partner prende al volo qualsiasi pretesto per sentirsi attaccata, ecco, questo è un altro pericoloso campanello d’allarme che potrebbe indicare che stai vivendo una relazione tossica.

Se la persona con cui stai prende ogni pretesto per sentirsi attaccata, sarà troppo impegnata a difendersi per poterti davvero ascoltare.

Sì, perché il meccanismo subdolo che va a innescarsi è che tu, lentamente e con il tempo, sarai limitato nella tua libertà di esprimere un parere, fare un’osservazione o magari anche una critica costruttiva.

Se avverti il pericolo che la tua partner percepisca tutto come un attacco, di fatto sarai naturalmente portato ad auto-limitarti.

No buono.

Anche qui, prima di fasciarti la testa e saltare a conclusioni affrettate, è opportuno che tu faccia la tua parte facendo autocritica.

Chiediti se la tua comunicazione è avvenuta davvero nel modo corretto. Perché, se la tua lingua è delicata come un pugno di McGregor, magari la tua partner ha ragione a sentirsi attaccata, e quella di mettersi sulla difensiva potrebbe essere una reazione assolutamente normale.

Però se, nonostante tu ti sia posto in maniera pacata e tranquilla, la tua partner si pone comunque sulla difensiva e ti aggredisce, allora questo purtroppo è un altro segnale che hai davanti una persona “tossica”.

Relazioni di questo tipo purtroppo sono destinate a fallire, a meno che non si riesca a trovare un punto d’incontro, un accordo, una modalità di comunicazione per riuscire a stare bene insieme.

Terzo segnale di una relazione tossica: è sempre colpa tua!

Si sa che, quando tutto va bene, la persona che hai di fronte è la più bella del mondo. Poi all’arrivo di un problema iniziano i dubbi.

Il punto è: chi ha provocato il problema?

Se la tua partner sostiene in maniera ricorrente che sia colpa tua, che sia tu quello che ha sbagliato perché non avresti dovuto fare quello che hai fatto;

se, anche quando l’errore è stato commesso da lei, la tua partner sostiene che sia successo tutto per colpa tua, a causa di qualcosa che inizialmente avevi provocato tu…

Attenzione!

Questo è il terzo campanello d’allarme!

Hai a che fare con una persona “tossica”, potenzialmente una narcisista o una manipolatrice, una persona che tende a distorcere la realtà manipolando il pensiero dell’altro.

Anche in questo caso le motivazioni profonde di questo accanimento nei tuoi confronti vanno cercate nel bisogno del partner di sentirsi meglio scaricando la responsabilità all’esterno.

Il ragionamento che sottende questo pattern è: “Se io riesco a prevalere su di lui, a dire che la colpa è sua, sarò più forte e mi sentirò meglio nel non avere colpe” .

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Chi in famiglia ha già subito episodi di svalutazione, finisce per agganciarsi proprio su dinamiche di questo tipo, soprattutto se il partner che gli somministra la svalutazione è particolarmente intelligente e arguto ed è un buon comunicatore.

Attenzione: queste dinamiche creano gravi danni a livello psicologico, e quindi la cosa migliore che tu possa fare è evitare questo tipo di relazioni come la peste.

Quarto segnale che stai in una relazione tossica: la tua partner ti dimostra amore e affetto soltanto quando sei affranto o distrutto.

Quando senti la tua partner più affettuosa nei tuoi confronti, proprio in quei momenti in cui sei in condizioni disastrose, devi fare attenzione.

Ormai ti sarà chiaro che queste persone non sono malvagie, l’amore vorrebbero dartelo sempre. Il punto è che temono così tanto gli altri e hanno talmente tanta paura di essere ferite che, prima di riuscire a dare amore, devono essere certe di averti neutralizzato. Devono vederti a terra, completamente distrutto, inoffensivo.

La distruzione del partner può avvenire sia attraverso la prevaricazione con modalità aggressiva, sia attraverso il vittimismo, ambedue atteggiamenti che portano il partner a non avere più alcun punto di riferimento attorno a sé. Non è raro infatti che queste persone tendano a isolarti facendo terra bruciata intorno (ad esempio privandoti delle amicizie).

Soltanto dopo che ha distrutto la tua autostima, la persona tossica smette di sentirsi minacciata e riesce ad aprirsi.

Ma ovviamente è un deal che tu non devi accettare.

Quinto segnale che stai in una relazione tossica: il partner è infastidito dal tuo successo.

Quando vinci una sfida con la vita (per esempio una promozione sul lavoro oppure ti laurei con un buon voto) e la tua partner anziché gioire con te, anziché farti i complimenti e sostenerti, sminuisce il tuo successo oppure cerca addirittura di sabotarti… è il caso di farsi qualche domanda.

Nuovamente, anche qui l’obiettivo della persona tossica è quello di far vacillare le tue certezze, in maniera tale da non sentirsi più minacciata.


Per maggiori dettagli sui segnali che lei potrebbe essere la persona sbagliata guarda questo video

 

Due tipi di personalità tossiche: narcisisti e borderline.

La persona “tossica” agisce secondo una di queste due modalità:

  • Cerca di sabotarti e portarti via tutto (spesso utilizzano questa modalità con le persone più deboli);
  • Si allontana (con le persone più forti), perché il loro timore che tu possa lasciarli è talmente grande che, tante volte, lasciano prima loro e poi spariscono e si cercano delle persone deboli da continuare ovviamente a manipolare.

È da dire che la prima reazione è più tipica delle personalità narcisistiche, ed è più calzante nelle situazioni che riguardano i 5 segnali che abbiamo appena visto.

Mentre la seconda delle personalità borderline, e a volte il confine tra le due tipologie è molto labile. 

Infatti queste due tipologie sono molto simili, del resto il disturbo narcisistico e quello borderline sono due facce della stessa medaglia e provengono della stessa ferita.

Nascono cioè dalla paura della persona di essere ferita, di sentirsi male, di essere sminuita, di essere allontanata o abbandonata. E per reazione a questa paura agisce comportandosi come abbiamo appena visto.

Semplicemente la persona narcisista si protegge in modo più “aggressivo”, mentre la borderline alterna le modalità – a volte anche molto velocemente – e passa dall’aggressività al vittimismo.

“Ok Daniela, le persone tossiche non sono cattive, allora che faccio?”

Quindi se abbiamo a che fare con persone di questo tipo non è che le dobbiamo accusare o maltrattare, semplicemente renderci conto che quello che possiamo fare e consigliare loro eventualmente di essere seguite da un terapeuta, o comunque di fare un percorso di crescita personale, di informarsi sulla loro problematica.

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Però, se siamo dentro una relazione di questo tipo, è sano allontanarsi perché una relazione di squilibrio potrebbe portare delle persone – magari quelle che stanno già facendo un percorso di crescita personale – a continuare la relazione pensando di poter aiutare l’altra persona. Purtroppo non è così.

Molte persone riescono ad auto-ingannarsi raccontandosi che traggono utilità dal rimanere in relazione con una donna narcisista o borderline. Lo considerano una sorta di percorso di “crescita personale” al fine di capire loro stesse.

In realtà, come spiega anche Carl Gustav Jung:

non è sano vivere perennemente di questi meccanismi proiettivi sull’altra persona. Bisogna al contrario smettere di utilizzare l’altro come se fosse uno specchio e lavorare su di sé.

Permanere in una relazione di questo tipo è utile soltanto in quella fase in cui una persona non è ancora consapevole di avere un problema e ha bisogno di “saturare il livello di sopportazione” al fine di rendersi conto che la situazione non è sana e va cambiata.

Ma se voi avete già superato la fase dove vi rendete conto di avere un problema, e siete nella fase dove “ok, ho capito, quello è il mio problema”, continuare a stare in quel tipo di relazione non aiuta a risolverlo.

Perché, ripeto, la proiezione che noi stiamo facendo sull’altra persona, quello che stiamo proiettando sull’altro, necessita di essere ritirata attraverso la comprensione di sé, di cosa si desidera davvero, di come si può vivere meglio e, nondimeno, di quali sono le cause che hanno scatenato quella proiezione.

Conclusioni

Il dolore, la sofferenza, la tragedia, l’ansia, la gelosia, il possesso, le paure, non hanno niente a che fare con l’amore, ma servono a mostrarci chi siamo attraverso l’altro e questo include, per forza di cose, un percorso di introspezione profondo al fine di conoscersi e diventare, finalmente, padroni delle nostre volontà, scelte e, di conseguenza, del nostro presente e futuro.

Spero che questo articolo ti sia stato utile. E mi rendo conto che “sulla carta” le situazioni sono sempre chiare, ma nella vita reale a volte è difficile stabilire se sei in una relazione tossica oppure no.

Ed è difficile soprattutto se ci sei dentro, dal momento che quasi sicuramente vivi in una realtà “manipolata” in cui ormai la “normalità” è stata 

In questi casi può essere utile un confronto con qualcuno che conosce bene queste dinamiche, che può aiutarti a riconoscerle e guidarti verso un percorso di consapevolezza. Se ritieni possa esserti d’aiuto, puoi prenotare una consulenza privata su questa pagina.

Viceversa, se preferisci un confronto più “aperto”, ti aspetto nel mio gruppo Facebook Vero Uomo – Crescita Personale  e Relazionale. È un gruppo segreto, di soli Veri Uomini. Tuteliamo al massimo la tua privacy.

A presto,

Daniela

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