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Perdere la testa fa male?

Troppe persone credono che l’innamoramento sia dannoso o falso poiché causa quello stato confusionale laddove non viene percepito il difetto dell’altro e lì dove c’è così tanto sentimento da vedere tutto in positivo (anche quando gli ego di ambedue lavorano per sfaldare ogni cosa perseguendo meccanismi dannosi). Purtroppo, essendo noi tutti pieni di schemi, quando veniamo invasi dall’amore perdiamo la nostra integrità, il sentimento sincero diventa di conseguenza un pretesto per non vedere ciò che stiamo realmente facendo e per sviluppare attaccamenti, gelosie e possesso.

Mi spiego meglio: ci sono due modi di amare e spesso al primo segue automaticamente il secondo, ma non sempre si è così fortunati.

Nel primo caso l’innamoramento avviene in modo superficiale: ci innamoriamo delle proiezioni che riusciamo a fare su quella persona; se è bella, intraprendente, se abbiamo tante cose in comune, se riusciamo a parlarci assieme in modo piacevole, se ci fa stare bene ed aggiunge un quid positivo alla nostra vita, se ci sembra che questa persona possa darci molto (poi dipende sempre da cosa stiamo cercando…) allora ci innamoriamo: questo modo di amare è definito “amore condizionato”, tale per cui se il nostro partner è bravo, buono, bello e fa quello che noi ci aspettiamo che faccia, allora lo amiamo, se invece non lo fa, allora l’amore finisce (ne parlo in modo approfondito nel mio libro “Vero Uomo”). Questo modo di amare è abbastanza “semplice”, nel senso che è diffusissimo e alla portata di tutti.

Io non definisco i sentimenti che nascono da questa manifestazione con il nome di “amore” poiché l’amore non conosce questa barriera funzionale, quella a cui invece l’innamoramento si aggrappa saldamente. In questo caso l’innamoramento viene utilizzato per attuare schemi reattivi, coprendoli con belle parole dal suono dolce.

L’amore incondizionato, invece, è quel tipo di sentimento che va oltre l’apparenza. Potremmo dire che è proprio delle persone che hanno già raggiunto una certa consapevolezza di sé e che non bramano attaccamenti, ma sarebbe azzardato credere che tutte le persone che sanno amare nel profondo siano libere dall’attaccamento.

Per natura l’essere umano è bisognoso, restio alla solitudine (se non per reazione avversa) e per indole cerca di avvicinarsi a chi può garantirgli uno stato di benessere e sicurezza tale da farlo sentire amato e al sicuro per quanto concerne le femminucce, e amato e accettato/apprezzato per quanto concerne i maschietti. Perciò credere che esista l’amore incondizionato tra uomo e donna è abbastanza illusorio (forse esiste come sentimento alla portata di pochi guru in grado di non attaccarsi ad un partner e di amarlo così come si ama un fiore o un uccello che passa sopra alle nostre teste, dei quali ammiriamo la bellezza ma senza infrangerla o senza per forza volerla fare nostra).

Quindi, partendo dal presupposto che l’attaccamento, in minima parte e minimamente dannosa, è presente anche nelle forme di amore più consapevoli, vediamo che questo “amore incondizionato”, che io descrivo come secondo tipo d’amore possibile, non è altro che quella forma d’amore che sa scovare la bellezza e l’essenza del partner oltre le sue paure, le sue forme di attacco e difesa, oltre l’apparenza estetica e al di là delle difficoltà. Un modo di amare pur sempre umano, che tuttavia necessita di persone che abbiamo consapevolizzato, almeno a livello teorico, che l’amore e la relazione non possono essere l’ennesima fuga dal proprio stato di malessere interiore.

Ovviamente questo amore aulico non può e non deve giustificare le degenerazioni malsane di tale sentimento che portano le coppie a cercare di perpetuare una relazione, anche se in principio fondata sull’amore incondizionato, fino all’esaurimento di ogni risorsa, fisica e mentale. E purtroppo questo accade molto spesso poiché avviene quel trapasso quasi sempre inevitabile che porta l’individuo mediamente consapevole di sé a perdere completamente il proprio centro in funzione del partner e del rapporto desiderato (o preteso) per poi sentirsi oppresso e terrorizzato nel momento in cui la relazione diventa più salda e si iniziano a fare progetti comuni e a cedere una parte della propria libertà in favore di una maggiore sicurezza e serenità del sentirsi finalmente amati e voluti. Un po’ come il Diavolo che chiede l’anima in cambio della vita eterna, la relazione tra persone inconsapevoli è come mercanteggiare col demonio: io ti dono ciò di cui tu hai bisogno e tu sei obbligato a darmi quello di cui io ho bisogno.

A questo punto molti penseranno: però perdere la testa è così bello… Innamorarsi… Avere le farfalle nello stomaco e gli occhi a cuoricino… Ma qualcuno si è mai realmente chiesto come mai questo sentimento sia così ambito da molti e del tutto irrazionale (all’apparenza)?

La ragione è che quando si dimora nel tornado di cuoricini che, come uno sciame di api intorno all’alveare, avvolge la nostra testa, il nostro corpo riceve gli stessi stimoli neurologici e gli stessi effetti di quando si assumono droghe, con tutte le conseguenze positive (prima e negative poi) del caso. Perciò si perde la ragione, si sviluppa dipendenza e in nome di quest’ultima si compiono azioni che probabilmente, senza questo rilascio di ormoni inebrianti nel nostro corpo, non avremmo mai neanche immaginato. “Bello” dirà qualcuno “vivere le emozioni, agire sull’onda delle emozioni, seguire l’istinto e l’amore..”, sì certo. peccato che questa visione new age spesso conduca le persone a pentirsi amaramente delle scelte fatte. Quante persone innamorate, ma del tutto prive di amore, hanno preso decisioni come lasciare famiglie, figli, mogli, mariti, lavori, quanti hanno fatto figli su figli, pensando di amarsi, per poi finire quasi tutti ad odiarsi, a distruggere tutto dopo pochi mesi o anni, sborsando migliaia di euro in avvocati e psicologi?

Io non voglio essere disfattista, ma mi piace essere realista: le persone che seguono gli ormoni senza usare il cervello quasi sempre finiscono impiccate in situazioni nelle quali non avrebbero mai voluto trovarsi. Poi, alcune, per non sentirsi dare degli in…cauti da parenti ed amici, e anche per non sentirsi dei falliti, si convincono che quella fosse proprio la vita che avevano sempre voluto. Poi, siccome la parte più profonda di loro viene repressa per adattarsi all’immagine che hanno deciso che socialmente può essere accettata da familiari e conoscenti, finiscono tutti depressi, ansiosi ed infinitamente tristi. Non capiscono come mai, quindi si ammalano o si gettano in distrazioni quali sesso, videogame o lavoro. E avanti così, fino a che uno o si sveglia e riprende in mano la propria vita, oppure si lascia lentamente morire.

Quindi in sé l’innamoramento non è dannoso; una persona innamorata che si conosce e conosce come funzionano gli uomini e il mondo, nel momento dell’innamoramento non mette il suo cervello in cantina insieme ai salami, ma continua a godersi quel sentimento con la consapevolezza di ciò che è. Ma innamorarsi e perdere la testa non sono la stessa cosa. Mi azzarderei a dire che solo chi è realmente consapevole può innamorarsi e dopo, eventualmente, amare. Mentre chi è preda dei propri istinti e non conosce il funzionamento di queste dinamiche, è condannato a “farsi agire” (anziché agire) dalle forze fisiologiche e psicologiche proprie principalmente degli animali, con tutte le conseguenze citate in precedenza.

Aggiungo ciò che Socrate raccomandò agli uomini:

Ricordate che non c’è nulla di stabile nelle vicende umane, quindi evitate l’euforia eccessiva nella prosperità e la tristezza inutile nelle avversità.

 

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