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Come posso fare se lei MI USA? (per sesso, divertimento, risolvere problemi)

Questo articolo è tratto dalla serie di post della collanina “18 MOTIVI PER LASCIARLA PERDERE” che viene postata direttamente nel gruppo privato su Fb “VERO UOMO – crescita personale e relazionale

 

14/18 SE TI USA SOLO PER SESSO, PER DIVERTIMENTO O PER RISOLVERLE I PROBLEMI

 

Sei molto disponibile? 

Sei sempre pronto ad aiutarla? 

Sei sempre pronto a darle tutto quello che vuole?

 

Un capitolo a parte, che vedo sempre insieme agli utenti che chiedono chiarimenti in privato riguardo questo problema, riguarda il capire come mai l’uomo che viene sfruttato si sia messo in quella posizione. E’ chiaro che c’è una responsabilità anche tua se per caso ti trovi in questa situazione.

 

Tu lo sai perché vieni usato dalle donne? Lo sai perché le donne vengono da te, prendono quello che serve loro in quel momento, e poi spariscono, presto o tardi?

“Perché sono buono, sono troppo disponibile” dirai tu.

Va bene, dico io, sarai anche buono, ma perché sei così tanto buono e disponibile, nonostante tu veda che le donne se ne approfittano?

Siccome, e l’ho detto più volte, in questi articoli non tratto la diretta responsabilità dell’uomo sugli eventi infausti che gli accadono, procederò adesso con l’illustrare quale parte della natura femminile le conduca a prosciugare l’uomo (senza giustificare queste azioni, ovviamente: non sto dicendo che le donne facciano bene).

 

Veniamo alle donne..

La femmina in natura ha un solo scopo: riprodursi e crescere una prole sana. Per tale ragione, in accordo con la teoria dei 3 cervelli, il cervello rettile, e in particolar modo l’amigdala (complesso situato nel lobo temporale del cervello che gestisce le emozioni e, in particolar modo, la paura), porta la donna a cercare con tutte le sue forze di portare a termine questo scopo. Per fare ciò, d’accordo con la natura della specie dei primati, anche l’essere umano cerca l’appoggio della comunità (o del maschio, quando quest’ultima viene a mancare).

Ovviamente la società, le volontà, le esigenze soggettive, le situazioni, tutte le emozioni sono diverse da persona a persona, ma la base rimane quella di avere l’indole a cercare sostentamento, con ogni mezzo possibile, consapevoli o meno, spesso in modo subdolo.

 

“Allora vedi che faccio bene a stare da solo? Se do così tanto e poi loro prendono e se ne vanno, o comunque non ricambiano, allora è meglio stare da solo!”

 

Eh no, caro: parliamo dell’uomo?

Il maschio della stessa specie (primati-esseri umani), non è un maschio di coccodrillo. Gli scimmioni sanno bene di cosa le femmine hanno bisogno, quindi per riprodursi cercano di soddisfare le necessità femminili: nella società odierna, quindi, cercano di avere un bel corpo (maschio sano), una bella macchina, una casa (sicurezza materiale), cercano di essere intelligenti (affidabilità), etc. Per le donne questa esigenza è meno sentita, perché non fa parte della loro natura di base.

 

Sì, lo so, la società (per fortuna) sta cambiando, ma questo porta gli uomini a trovarsi a gestire due tipologie di donna, con risultati devastanti:

 

  • “scimmiette”: sono quelle donne che sono più orientate al dover prendere dal maschio, sono quelle che hanno bisogno della società (famiglia o denaro come surrogato), sono quelle che non hanno in mano la propria indipendenza e quindi cercano la stabilità nell’uomo. La diretta conseguenza è che passino da un uomo all’altro, cercando quello che dà loro di più, o quello che comunque conviene sopra a tutti. Possono fermarsi e stare con lo stesso solo se questo garantisce più stabilità rispetto ad altri.
  • “coccodrillette”: sono quelle donne che, con molta fatica (o perché agevolate dalla famiglia) sono indipendenti a livello economico (e, di conseguenza, chi più chi meno, anche a livello emotivo – con più difficoltà). Sono donne che non cercano un partner che le faccia stare meglio, ma che si avvicinano all’uomo solo se questo dà loro un valore aggiunto. Allo stesso modo, però, possono anche stare da sole senza grossi traumi, o comunque possono scegliere se avere una relazione in modo libero, senza la spinta alla sopravvivenza che orienti le loro preferenze. Quindi cercheranno un partner col quale avere delle affinità, uno sulla stessa lunghezza d’onda (o livello evolutivo); cercheranno un partner che sappia valorizzare i loro lati migliori, che le arricchisca e che, nelle difficoltà, sappia comunicare e avere un confronto costruttivo. Diversamente, con molta serenità, torneranno a stare da sole.

Avere a che fare con scimmiette e coccodrillette, per un uomo non formato, non adulto, per l’uomo che vive col vecchio paradigma (“devo essere prestante a livello fisico ed economico altrimenti non troverò mai una donna”), è una situazione devastante.

 

Il nuovo paradigma è quello dell’uomo centrato, indipendente a livello emotivo e pratico, che sa stare più o meno bene da solo e che sa farsi coinvolgere in una coppia evolutiva capace di crescere insieme, capace di sfruttare le risorse per potenziarsi e non per succhiarsi via le energie ed affossarsi l’un l’altro nella costante corsa all’arraffare quanto più possibile dall’altro prima di lasciarsi. 

 

Non è più possibile comprare le donne, perché molte stanno continuando questa trasformazione, stanno diventando finanziariamente ed emotivamente indipendenti. Quelle che non stanno operando questa trasformazione, sono quelle che ti usano finché ne hanno bisogno e poi ti lasciano.

 

In un modo o in un altro, o sei in grado veramente garantire il prodotto (superficiale!) migliore del mondo, oppure sarai destinato ad essere lasciato, prima o poi.

Per avere una relazione costruttiva, evolutiva, onesta,  devi raggiungere tu per primo questo status. 

 

Per raggiungere lo status di uomo centrato, capace di attirare a sé sia le donne scimmiette in cerca di sicurezza (avendo la possibilità di accoglierle o rifiutarle), che per riuscire anche ad attrarre le donne coccodrillette, devi tu per primo operare un percorso di evoluzione personale.

 

Questo percorso deve includere, in ordine sparso:

 

  • abbandono del vittimismo;
  • presa di responsabilità sulle proprie azioni;
  • consapevolezza delle proprie paure (anche profonde);
  • capacità di ascolto delle proprie emozioni;
  • capacità di accogliere le emozioni dell’altro;
  • osservazione oggettiva dei fatti;
  • comunicazione efficace;
  • ricerca dello stato di presenza;
  • abbandono delle proiezioni sull’altro;
  • espressione delle emozioni (in modo civile);
  • orientamento verso l’espressione costruttiva;
  • capacità di equilibrare le energie del maschile e del femminile;
  • capacità di stare bene anche da solo;
  • desiderio di condivisione sana;
  • empatia;
  • auto-osservazione;
  • coltivazione delle proprie passioni;
  • capacità di discernimento;
  • volontà di farsi del bene (e di farlo agli altri);
  • abbandono degli atteggiamenti distruttivi;
  • comprensione e compassione;
  • sano egoismo (amore per sé stessi).

Mi dispiace doverti dire che non c’è un’altra via.

 

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